Ogni momento

Ogni momento avrei potuto dirti
“proprio ora te ne vai”
perché tutti i tuoi anni
non mi bastavano
Pretendevo più tempo dalla tua voce
desideravo ancora le tue risate
i tuoi occhi umidi di fronte
a una fotografia
Volevo farti felice ancora una volta
e forse l’ho fatto
e vederti guardarmi
allegro e pieno d’amore
attraverso la tavola imbandita
Da adesso aspetterò per sempre
il tuo pensiero a riempirmi il bicchiere
mentre sono a pranzo
con gente che non sa ridere
come ridevi tu
Ogni volta che suona il cellulare
penserò al tuo cercarmi
quando non riuscivi ad aprire un file
Mi manchi
anche perché sapevi cos’era il dolore
e per questo mi insegnavi la dignità
e l’onestà
Nel mio cuore scorre il tuo sangue
Nei ricordi la tua nostalgia
Nella promessa la tua forza
Da oggi
nel tuo mare
che non esiste più
sentirò la tua voce.

Sei andato via
ti sei portato via
la mia solitudine

Ovviology torna ( a volte )

L’ ‘informazione’, quella dataci dalle autorità ‘competenti’, è un continuo ossessionarci con l’idea che siamo costantemente minacciati dal ‘pericolo’ di turno.

Non esiste un singolo momento in cui un qualche telegiornale o un quotidiano non lanci più allarmi di qualche tipo. Lo stesso riportare notizie sottolineando la ‘minaccia’ rappresentata dall’ ‘altro’ è una moda deviata di chi ha interesse affinché noi ci si senta sempre sotto mira.

Il nostro dovere è riappropiarci della serenità di fondo necessaria per distinguere la minaccia reale e da quella fittizia.

Da qui l’ultimo Ovviology.

https://ovviology.wordpress.com/2019/06/27/263/

Capponi

Only for your benefit

Non si è mai pronti al dolore. Si passano giornate leggere come ricordi lontani e improvviso arriva il tuffo in costernazioni senza possibilità di appiglio. Si piange, si parla, ci si sfoga ma i pensieri travolgono ogni buon senso, ogni ottimismo e tutto ruota attorno al pozzo gravitazionale che si è creato dove prima c’era il cuore.
È vorace e ingoia tutto, cannibalizzandosi e alimentandosi. La realtà si piega su se stessa e non sembra esserci via d’uscita. L’universo di cui si è composti diventa sempre più compatto e piccolo. I colori, i suoni, la materia si trasformano in assenze e ciò per cui vale la pena vivere improvvisamente non ha più sostanza. Non è più di alcun aiuto.

Aprire gli occhi è inutile.

Guardare chi si ama è inutile.

Cercare la via del ritorno a casa è inutile.

Si può solo rimanere lì e attendere che la vita ricominci a pulsare. Allora le carezze, le parole, gli sguardi carichi di benevolenza ritornano ad avere quel rilievo che è nutrimento di ogni singolo istante della propria vita. Perché è il dolore placarsi e a permettere che il tuo universo si allarghi nuovamente all’infinito.

… e lui, il dolore, è il nocciolo dormiente di tutto ciò che è vita e a noi non rimane altro che godere del suo sonno.

Dalla finestra

Sono viandante. A volte posso essere marinaio, più di rado ho ali e volo libero oltre questa finestra in sogni meravigliosi, dove la pochezza d’umanità che regna nelle folle non ha spazi.

… e da par mio non gliene voglio concedere. Non mi interessa partecipare a socialità così meschine. Non voglio perché mi feriscono profondamente e scatenano in me solo rabbia e frustrazione. È una psicogangrena pandemica il cui andidoto è semplicemente ignorarla.

… e io la ignorerò.

Mi dedicherò alla ricostruzione storica del monumentale lavoro editoriale sognato e realizzato da Ennio [1], alla lettura dei sogni mistici del Conte Nebbia e alle sue parole che gettano luce su un cinema non di massa e dedito alle ‘visioni’ [2], alle intense vibrazioni datemi dalle interpretazioni di Cristiana [3] e Alessandro [4], alle perizie tecniche di Samanta [5] e Liviana [6], ai terribili incubi narrativi di Deborah [7], alle musiche coinvolgenti di Guido [8], Alessia [9], Pepe [10], Dimitri [11], Gioia [12], Silvio [13], e Valeria [14], agli accessori cangianti di Giorgio [15], alla coscienza civile delle traduzioni di Tiziana [16], alle carezze delicate delle fantasie fiabesche di Mariapia [17], all’amore per l’Arte e per il restauro di Rita [18], alle manipolazioni di materia di Daniela [19] e Andrea [20], alle full immersion musicali di Fabio [21] e David [22]…

… e, ovviamente alle ‘Propriounbelsocialnetwork Production © & ®’ [23].

A loro dirò per sempre grazie, perché grazie a loro posso volare, libero dall’incubo dell’analfabetismo funzionale, un cancro non che riguarda mai né me né la mia sfera amicale.

Ennio Pittureri [1]
Cristiana Raggi [2]
Alessandro Tampieri [3]
Samantha Casella [4]
Liviana Davì [5]
Deborah Gambetta [6]
Guido Facchini [7]
Alessia Obino [8]
Andrea Bruni [9]
Pepe Medri [10]
Dimitri Sillato [11]
Gioia Gurioli [12]
Silvio Zalambani [13]
Valeria Sturba [14]
Giorgio Barera [15]
Tiziana Cavasino [16]
Mariapia Gambino [17]
Rita De Leonibus [18]
Daniela Romagnoli [19]
Andrea Salvatori [20]
Fabio Cocchi [21]
Pietro David Caramia [22]
Propriounbelsocialnetwork Production © & ® [23]

Studiare, studiare, studiare.

Per vincere questo stato indecente di decrescita culturale che sta vivendo l’Italia, dove prosperano i ‘click’ e le post-verità imperversano alterando la percezione, l’unica soluzione è, secondo Edoardo Fleischner, docente di scrittura crossmediale e di Comunicazione digitale,
studiare, studiare, studiare.
Studiare fino all’ultimo dei nostri giorni.
I nostri insegnanti, chiunque essi siano, devono mostrarsi decisi ma umili e devono insegnarci a essere decisi e umili.
Ci devono insegnare e far apprezzare la maièutica.

Già lo amo.

Maièutica s. f. ([dal gr. μαιευτική(τέχνη), propr. «(arte) ostetrica», «ostetricia», der. di μαῖα «mamma, levatrice»]. – Termine con cui viene generalm. designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma.

Argento e bronzo

L’articolo di Marco Travaglio di oggi, pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”, è come sempre senza sbavature perché, oltre ad essere padrone della lingua italiana, scrive con cognizione di causa.

Per questo è scomodo per alcuni e altri addirittura lo odiano.

Io, per conto mio, amo immergermi nella lettura dei suoi articoli.

ARGENTO E BRONZO

di Marco Travaglio

Non sono un esperto di #MeToo, come peraltro di nessun altro “hashtag” (ultimo sinonimo di conformismo). Ma stento a capire l’equazione Harvey Weinstein-Asia Argento formulata in questi giorni dalle migliori gazzette. Uno è un potentissimo produttore, considerato il padrone di Hollywood, influentissimo sulla giuria dell’Oscar e dei maggiori premi cinematografici mondiali: a chi fa l’attore conviene averlo amico e soprattutto non averlo nemico. L’altra è un’attrice che ha fatto anche la regista di piccoli film. Weinstein è stato denunciato, sia pur tardivamente, a livello mediatico e talvolta anche penale, da decine di attrici, incluse le più famose dello star system, non certo bisognose di pubblicità. E non perché fosse uno sporcaccione o un malato di satiriasi, ma per una miriade di ricatti sessuali sistematici e seriali, improntati a un solo copione: “O me la dai o non lavori”. E questa, per le leggi di tutto il mondo, si chiama estorsione. Non occorrono minacce o violenze esplicite: basta che l’autore si trovi in uno stato di superiorità nei confronti di chi lo subisce, che a sua volta si trova in condizioni di inferiorità e soggezione. Insomma, è un reato gravissimo punito dappertutto, se provato: e nel caso di Weinstein pare proprio che lo sia, da testimonianze e anche da registrazioni delle vittime, fra cui l’Argento (che poi ebbe una relazione con lui, prima di aprire gli occhi e sputare il rospo, divenendo una testimonial del #MeToo).

Asia non è stata denunciata da alcuno, né mediaticamente né penalmente (infatti non è indagata): un anonimo, mentre parte il processo a Weinstein, ha spedito al New York Times le carte di una transazione privata fra lei e un giovane attorino in disarmo, Jimmy Bennett, che aveva recitato da ragazzo in un film diretto da lei, sua ex amica; e la accusava di aver abusato sessualmente di lui nel 2013 turbandolo al punto da rovinargli la presunta carriera. Accusa tardiva (giunta a 5 anni di distanza) e privata, con allegata una richiesta di soldi per non divulgare il fatto (che in California è vietato dalla legge, perché all’epoca la presunta vittima aveva 17 anni e rotti e l’età del consenso lì scatta a 18). Il caso vuole che Jimmy si sia svegliato proprio mentre Asia era impegnata nella battaglia contro Weinstein ed era fidanzata con un ricco e famoso chef francese, Anthony Bourdain. Il quale decise con lei di allungare al giovanotto un assegno da 380 mila dollari per evitare lo sputtanamento. Di solito pagare il silenzio di un accusatore significa ammettere il torto. Ma non necessariamente in questo caso.

La campagna #MeToo ha innescato, soprattutto nell’America puritana e ipocrita, una caccia alle streghe indiscriminata dove ormai è impossibile distinguere caso per caso. Complici i social, che appiattiscono tutto senza approfondire né discernere. L’ha scritto Pigi Battista sul Corriere: una concussione sessuale diventa uguale a un’avance, a un corteggiamento, a uno stalking, a un rapporto consenziente, ma anche a un’accusa ancora da provare. Ne sa qualcosa Kevin Spacey, praticamente rovinato perché, essendo gay, pare che ci abbia provato con un ragazzo a un party. E ne sa qualcosa Woody Allen, perseguitato da anni dall’accusa terribile dell’ex compagna Mia Farrow di aver molestato la figlia adottiva (di lei, ma non di lui), malgrado la vicenda sia passata per vari tribunali che hanno sempre scagionato l’artista. In questo clima, chi volesse ricattare un divo del cinema, o una testimone anti-Weinstein con false accuse troverebbe terreno fertilissimo: intanto c’è la condanna mediatica, poi fra qualche anno, quando il danno sarà fatto, magari si scoprirà che erano tutte calunnie. Ora, in assenza di indagini, che non partiranno senza denunce di Bennett, abbiamo la parola sua contro quella di Asia, più alcune foto e sms privati incredibilmente e illegalmente pubblicati (con tanti saluti alla privacy). Dunque i casi sono tre.

1) Asia ha fatto sesso con Bennett consenziente: penalmente, sarebbe illecito in America (non in Italia né in altri paesi europei, dove l’età del consenso è al di sotto alla maggiore età, esclusi i rapporti mercenari), ma non procedibile senza la querela, evitata con quell’assegno; moralmente, nulla di male, a parte la bugia raccontata l’altroieri.

2) Asia ha fatto sesso con Bennett non consenziente: condotta illegale e immorale, anche se resterebbe da spiegare come faccia una donna con quel fisico da colibrì a violentare un giovanotto di 17 anni e passa; e comunque nulla di paragonabile a Weinstein, visto che l’eventuale carriera attoriale di Bennett non dipendeva certo da lei.

3) Asia è rimasta vittima di un’estorsione fondata su una calunnia e ha pagato Jimmy per evitare lo sputtanamento di un’accusa falsa, ma impossibile da smontare su due piedi, in mancanza di prove oggettive. L’opinione pubblica tende a credere al più giovane e al più sfigato. E poi Asia ha il brutto vizio di dire ciò che pensa e s’è fatta molti nemici, nella stampa e nella politica. Basta leggere gli house organ berlusconiani, “garantisti” con un ex premier puttaniere, ricattabile e pregiudicato, ma giustizialisti con una privata cittadina incensurata come lei. E poi, se negli Usa la lobby di Weinstein lucra sullo scandalo sperando di fare pari e patta, qui ne impazza una ancor più potente: il Partito Trasversale dell’Impunità Planetaria, che gode voluttuosamente a screditare chiunque osi denunciare un sopruso, al grido di “porco è bello”, “tutti maiali nessun maiale” e ovviamente “tutti ladri nessun ladro”. Gentaglia talmente abituata a fare o ad avallare porcherie da non sopportare l’idea che esistano persone pulite. Non sappiamo se Asia lo sia, ma sappiamo perché tante facce di bronzo ce l’hanno con lei. A prescindere.

Argento e bronzo è un articolo scritto da Marco Travaglio per “Il Fatto Quotidiano” e pubblicato il 23 agosto 2018