Only for your benefit

Non si è mai pronti al dolore. Si passano giornate leggere come ricordi lontani e improvviso arriva il tuffo in costernazioni senza possibilità di appiglio. Si piange, si parla, ci si sfoga ma i pensieri travolgono ogni buon senso, ogni ottimismo e tutto ruota attorno al pozzo gravitazionale che si è creato dove prima c’era il cuore.
È vorace e ingoia tutto, cannibalizzandosi e alimentandosi. La realtà si piega su se stessa e non sembra esserci via d’uscita. L’universo di cui si è composti diventa sempre più compatto e piccolo. I colori, i suoni, la materia si trasformano in assenze e ciò per cui vale la pena vivere improvvisamente non ha più sostanza. Non è più di alcun aiuto.

Aprire gli occhi è inutile.

Guardare chi si ama è inutile.

Cercare la via del ritorno a casa è inutile.

Si può solo rimanere lì e attendere che la vita ricominci a pulsare. Allora le carezze, le parole, gli sguardi carichi di benevolenza ritornano ad avere quel rilievo che è nutrimento di ogni singolo istante della propria vita. Perché è il dolore placarsi e a permettere che il tuo universo si allarghi nuovamente all’infinito.

… e lui, il dolore, è il nocciolo dormiente di tutto ciò che è vita e a noi non rimane altro che godere del suo sonno.

Dalla finestra

Sono viandante. A volte posso essere marinaio, più di rado ho ali e volo libero oltre questa finestra in sogni meravigliosi, dove la pochezza d’umanità che regna nelle folle non ha spazi.

… e da par mio non gliene voglio concedere. Non mi interessa partecipare a socialità così meschine. Non voglio perché mi feriscono profondamente e scatenano in me solo rabbia e frustrazione. È una psicogangrena pandemica il cui andidoto è semplicemente ignorarla.

… e io la ignorerò.

Mi dedicherò alla ricostruzione storica del monumentale lavoro editoriale sognato e realizzato da Ennio [1], alla lettura dei sogni mistici del Conte Nebbia e alle sue parole che gettano luce su un cinema non di massa e dedito alle ‘visioni’ [2], alle intense vibrazioni datemi dalle interpretazioni di Cristiana [3] e Alessandro [4], alle perizie tecniche di Samanta [5] e Liviana [6], ai terribili incubi narrativi di Deborah [7], alle musiche coinvolgenti di Guido [8], Alessia [9], Pepe [10], Dimitri [11], Gioia [12], Silvio [13], e Valeria [14], agli accessori cangianti di Giorgio [15], alla coscienza civile delle traduzioni di Tiziana [16], alle carezze delicate delle fantasie fiabesche di Mariapia [17], all’amore per l’Arte e per il restauro di Rita [18], alle manipolazioni di materia di Daniela [19] e Andrea [20], alle full immersion musicali di Fabio [21] e David [22]…

… e, ovviamente alle ‘Propriounbelsocialnetwork Production © & ®’ [23].

A loro dirò per sempre grazie, perché grazie a loro posso volare, libero dall’incubo dell’analfabetismo funzionale, un cancro non che riguarda mai né me né la mia sfera amicale.

Ennio Pittureri [1]
Cristiana Raggi [2]
Alessandro Tampieri [3]
Samantha Casella [4]
Liviana Davì [5]
Deborah Gambetta [6]
Guido Facchini [7]
Alessia Obino [8]
Andrea Bruni [9]
Pepe Medri [10]
Dimitri Sillato [11]
Gioia Gurioli [12]
Silvio Zalambani [13]
Valeria Sturba [14]
Giorgio Barera [15]
Tiziana Cavasino [16]
Mariapia Gambino [17]
Rita De Leonibus [18]
Daniela Romagnoli [19]
Andrea Salvatori [20]
Fabio Cocchi [21]
Pietro David Caramia [22]
Propriounbelsocialnetwork Production © & ® [23]

Studiare, studiare, studiare.

Per vincere questo stato indecente di decrescita culturale che sta vivendo l’Italia, dove prosperano i ‘click’ e le post-verità imperversano alterando la percezione, l’unica soluzione è, secondo Edoardo Fleischner, docente di scrittura crossmediale e di Comunicazione digitale,
studiare, studiare, studiare.
Studiare fino all’ultimo dei nostri giorni.
I nostri insegnanti, chiunque essi siano, devono mostrarsi decisi ma umili e devono insegnarci a essere decisi e umili.
Ci devono insegnare e far apprezzare la maièutica.

Già lo amo.

Maièutica s. f. ([dal gr. μαιευτική(τέχνη), propr. «(arte) ostetrica», «ostetricia», der. di μαῖα «mamma, levatrice»]. – Termine con cui viene generalm. designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma.

Argento e bronzo

L’articolo di Marco Travaglio di oggi, pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”, è come sempre senza sbavature perché, oltre ad essere padrone della lingua italiana, scrive con cognizione di causa.

Per questo è scomodo per alcuni e altri addirittura lo odiano.

Io, per comto mio, amo immergermi nella lettura dei suoi articoli.

ARGENTO E BRONZO

di Marco Travaglio

Non sono un esperto di #MeToo, come peraltro di nessun altro “hashtag” (ultimo sinonimo di conformismo). Ma stento a capire l’equazione Harvey Weinstein-Asia Argento formulata in questi giorni dalle migliori gazzette. Uno è un potentissimo produttore, considerato il padrone di Hollywood, influentissimo sulla giuria dell’Oscar e dei maggiori premi cinematografici mondiali: a chi fa l’attore conviene averlo amico e soprattutto non averlo nemico. L’altra è un’attrice che ha fatto anche la regista di piccoli film. Weinstein è stato denunciato, sia pur tardivamente, a livello mediatico e talvolta anche penale, da decine di attrici, incluse le più famose dello star system, non certo bisognose di pubblicità. E non perché fosse uno sporcaccione o un malato di satiriasi, ma per una miriade di ricatti sessuali sistematici e seriali, improntati a un solo copione: “O me la dai o non lavori”. E questa, per le leggi di tutto il mondo, si chiama estorsione. Non occorrono minacce o violenze esplicite: basta che l’autore si trovi in uno stato di superiorità nei confronti di chi lo subisce, che a sua volta si trova in condizioni di inferiorità e soggezione. Insomma, è un reato gravissimo punito dappertutto, se provato: e nel caso di Weinstein pare proprio che lo sia, da testimonianze e anche da registrazioni delle vittime, fra cui l’Argento (che poi ebbe una relazione con lui, prima di aprire gli occhi e sputare il rospo, divenendo una testimonial del #MeToo).

Asia non è stata denunciata da alcuno, né mediaticamente né penalmente (infatti non è indagata): un anonimo, mentre parte il processo a Weinstein, ha spedito al New York Times le carte di una transazione privata fra lei e un giovane attorino in disarmo, Jimmy Bennett, che aveva recitato da ragazzo in un film diretto da lei, sua ex amica; e la accusava di aver abusato sessualmente di lui nel 2013 turbandolo al punto da rovinargli la presunta carriera. Accusa tardiva (giunta a 5 anni di distanza) e privata, con allegata una richiesta di soldi per non divulgare il fatto (che in California è vietato dalla legge, perché all’epoca la presunta vittima aveva 17 anni e rotti e l’età del consenso lì scatta a 18). Il caso vuole che Jimmy si sia svegliato proprio mentre Asia era impegnata nella battaglia contro Weinstein ed era fidanzata con un ricco e famoso chef francese, Anthony Bourdain. Il quale decise con lei di allungare al giovanotto un assegno da 380 mila dollari per evitare lo sputtanamento. Di solito pagare il silenzio di un accusatore significa ammettere il torto. Ma non necessariamente in questo caso.

La campagna #MeToo ha innescato, soprattutto nell’America puritana e ipocrita, una caccia alle streghe indiscriminata dove ormai è impossibile distinguere caso per caso. Complici i social, che appiattiscono tutto senza approfondire né discernere. L’ha scritto Pigi Battista sul Corriere: una concussione sessuale diventa uguale a un’avance, a un corteggiamento, a uno stalking, a un rapporto consenziente, ma anche a un’accusa ancora da provare. Ne sa qualcosa Kevin Spacey, praticamente rovinato perché, essendo gay, pare che ci abbia provato con un ragazzo a un party. E ne sa qualcosa Woody Allen, perseguitato da anni dall’accusa terribile dell’ex compagna Mia Farrow di aver molestato la figlia adottiva (di lei, ma non di lui), malgrado la vicenda sia passata per vari tribunali che hanno sempre scagionato l’artista. In questo clima, chi volesse ricattare un divo del cinema, o una testimone anti-Weinstein con false accuse troverebbe terreno fertilissimo: intanto c’è la condanna mediatica, poi fra qualche anno, quando il danno sarà fatto, magari si scoprirà che erano tutte calunnie. Ora, in assenza di indagini, che non partiranno senza denunce di Bennett, abbiamo la parola sua contro quella di Asia, più alcune foto e sms privati incredibilmente e illegalmente pubblicati (con tanti saluti alla privacy). Dunque i casi sono tre.

1) Asia ha fatto sesso con Bennett consenziente: penalmente, sarebbe illecito in America (non in Italia né in altri paesi europei, dove l’età del consenso è al di sotto alla maggiore età, esclusi i rapporti mercenari), ma non procedibile senza la querela, evitata con quell’assegno; moralmente, nulla di male, a parte la bugia raccontata l’altroieri.

2) Asia ha fatto sesso con Bennett non consenziente: condotta illegale e immorale, anche se resterebbe da spiegare come faccia una donna con quel fisico da colibrì a violentare un giovanotto di 17 anni e passa; e comunque nulla di paragonabile a Weinstein, visto che l’eventuale carriera attoriale di Bennett non dipendeva certo da lei.

3) Asia è rimasta vittima di un’estorsione fondata su una calunnia e ha pagato Jimmy per evitare lo sputtanamento di un’accusa falsa, ma impossibile da smontare su due piedi, in mancanza di prove oggettive. L’opinione pubblica tende a credere al più giovane e al più sfigato. E poi Asia ha il brutto vizio di dire ciò che pensa e s’è fatta molti nemici, nella stampa e nella politica. Basta leggere gli house organ berlusconiani, “garantisti” con un ex premier puttaniere, ricattabile e pregiudicato, ma giustizialisti con una privata cittadina incensurata come lei. E poi, se negli Usa la lobby di Weinstein lucra sullo scandalo sperando di fare pari e patta, qui ne impazza una ancor più potente: il Partito Trasversale dell’Impunità Planetaria, che gode voluttuosamente a screditare chiunque osi denunciare un sopruso, al grido di “porco è bello”, “tutti maiali nessun maiale” e ovviamente “tutti ladri nessun ladro”. Gentaglia talmente abituata a fare o ad avallare porcherie da non sopportare l’idea che esistano persone pulite. Non sappiamo se Asia lo sia, ma sappiamo perché tante facce di bronzo ce l’hanno con lei. A prescindere.

Argento e bronzo è un articolo scritto da Marco Travaglio per “Il Fatto Quotidiano” e pubblicato il 23 agosto 2018

Il silenzio è la loro forza


Ricordo che nemmeno troppo tempo fa mi si diceva che ero “paranoico” perché vedevo e parlavo troppo di “fascismo”, esagerando.
Ora che l’animo fascista (fuorilegge, s’intenda) di così tanti italiani si sente autorizzato a sparar fregnacce e che mi è stato chiesto da parenti e amici di smetterla di fare questi discorsi perché han paura che mi “becchi una coltellata o una botta violenta in testa” dico più pubblicamente che posso:
alla fine degli anni trenta del secolo scorso girava voce che a certi individui ( ai fascisti, in soldoni ) bisognava contrapporsi con civilissima forma di opposizione silenziosa, rifiutando qualsiasi confronto, per privarli del loro potere.
In quel silenzio i fascisti presero il potere con metodi totalitaristici, crearono gruppi organizzati composti dai più di violenti ( i famosi squadristi ) prodighi nel menare e uccidere ( l’omicidio più famoso fu dell’onorevole Matteotti, ma gli assassinati furono migliaia ) chiunque fosse di altra idea, si allearono con i nazisti loro eredi e contribuirono all’esplosione del conflitto più sanguinoso di tutti i tempi.
Finì come sappiamo, con Mussolini e fedeli appesi a testa in giù, con milioni di vittime sulla coscienza e una nazione, che loro chiamavano patria senza averne diritto, distrutta come mai era successo prima.
Non starò zitto. Mi spiace parenti e amici: a prescindere dal mio credo ideologico, se incrocio qualcuno che fa discorsi idioti e anche se estraneo alla mia cerchia di conoscenze, glielo dirò che è un farabutto e ignorante e fascista, costi quel che costi e se saprò con assolutacertezza, con prove alla mano, che uno di questi idioti ha commesso qualche reato legato al razzismo lo denuncerò alle autorità di competenza ovvero farò quello che dovrebbero fare le istituzioni che hanno promesso di difenderci.
Parola di antifascista.

Piccolo e strambo vocabolario 0001: ‘A’ come ‘Anticonformismo’

Dal Grande Dizionario Italiano
di GABRIELLI ALDO

Anticonformismo
[an-ti-con-for-mì-ʃmo]
s.m.
Rifiuto di conformarsi alle idee, ai costumi, agli atteggiamenti predominanti in un determinato tempo e ambiente: a. politico, artistico, letterario, morale.

Non ho la televisione da ormai sei anni. Tra poco cambierò ancora una volta casa (non sarà l’ultima) e sembra che questa bella abitudine riesca a continuarla. Mi sono disintossicato al punto che solo sentire le voci gracchianti dei giornalisti al telegiornale, quelle starnazzanti delle presentatrici di programmi deliranti come “La Vita in diretta” o “Ballando con le stelle” o “I menù di Benedetta”, quelle sincopate dei cronisti sportivi mi crea un senso di confusione e smarrimento. Meglio non averla la televisione, credetemi. Non al giorno d’oggi, dove tutto è così chiaramente mistificato. Eppure quando lo dico ad amici o conoscenti vengo guardato con curiosità o addirittura con malcelato dissenso, tanto da essere considerato snob. Conosco così tante persone eppure sono forse l’unico a non averla e me lo posso permettere. D’altronde ho una moglie che vive di tanto altro e una figlia che attinge la propria cultura altrove, dai libri o da media alternativi, che non siano la televisione.

Bonvi - Sturmtrupprn

Bonvi – Sturmtruppen: L’invenzione di Goebbels

Vado ultra.

Sono ateo, ‘ateo come un cane’ direbbe una persona che amo tanto. Conosco sacerdoti e prelati cattolici e cristiani e vengo corteggiato. Mi si dice che sono ‘l’ateo più vicino a Cristo che abbiano mai conosciuto’. La spiegazione di questa apparente contraddizione è semplice: il messaggio di Gesù Cristo contenuto nei quattro Vangeli Canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) è meraviglioso e anche se il Nuovo Testamento è stato scritto dagli uomini è un sogno di tale bellezza da lasciare abbacinati. Non ci sono documenti storici che Gesù Cristo sia esistito realmente ma la struttura attorno alla ‘Parola di Cristo’ è talmente giusta e priva di spigoli da spingermi a presentarmi come ‘Ateo profondamente Cristiano’. Aggiungo anche ‘orgogliosamente’. Non trovo molti consensi ma va bene così: non li cerco.

Pazienza - Mavvedi...

Pazienza – Mavvedi…

Vado ultra.

Non appartengo a nessun partito politico perché gestiti da persone e non riesco più a concedermi né a destra né a sinistra. Perché credo che in Italia il cosidetto ‘centro’ ha sfrangiato le gonadi in modo feroce e perché una delle poche cose in cui credo ciecamente è la ‘Sindrome di Masaiello’, modalità insegnatami da mio padre ( http://www.treccani.it/enciclopedia/masaniello_(Enciclopedia-Italiana)/ ), che indica in modo semplice ed efficace come tutti coloro che iniziano a gestire un potere politico caschino inevitabilmente per credere di essere lì perché ‘superiori’. Credo nelle ideologie, certo, come il Socialismo o l’umanesimo o il pensiero anarchico di Pëtr Alekseevič Kropotkin ma di certo non darò mai il mio voto a degenerati partitici come Renzi o Salvini o al duo Grillo/Casaleggio (Sr. o Jr. che sia) col loro burattino Di Maio o qualsiasi altro individuo che attualmente farnetica senza risolvere. Qui trovo già molte più persone a pensare le stesse cose che penso io.

Natangelo - Berlusca

Natangelo – Berlusca

Vado ultra.

Anche se li uso senza tema mi sono liberato di una delle nuove ‘droghe’ di questo secolo: i ‘social network’. È stato molto semplice. Ho iniziato con l’eliminare le notifiche dal cellulare, Dopo qualche tempo ho eliminato anche le applicazioni. È stato facile, molto. Ora cammino per strada e vedo la maggioranza delle persone camminare col cellulare in mano, mentre guardano post, tweet, commenti e quant’altro. È tutto molto divertente, egoisticamente mi fa star meglio. Molto.

Smash computer

Non so chi è l’autore ma lo amo

Vado ultra.

Amici… temo di essere anticonformista. Non è infettivo ma se lo ritenete opportuno potete diventarlo anche voi.