Grazie COVID-19

Il 2020 il Primo Mondo lo ricorderà per il COVID-19, perché è avvenuto solo quello. I giornali televisivi, radiofonici, cartacei, web, i social network parlano solo di quello. Non esiste altro, il terribile coronavirus venuto dalla Cina.

In Siria? Non si combatte da nove anni, no. È per mano degli USA che succede ma non è vero: lì non si combatte, lì non sono morti 9000 bambini, lì i Curdi non sono i veri combattenti per la democrazia, vessati da più fronti, da più potenze straniere ma sempre combattenti perché l’alternativa è scomparire.

Un poco più a sud non è vero che la Palestina è sempre più esile, che i loro abitanti sono sempre più succubi dell’ingordigia della politica estera israeliana. Che il loro genocidio passa inosservato giorno dopo giorno, che sulla costa della Striscia di Gaza è persino vietato pescare al popolo palestinese, che il Giordano è stato deviato affinché le sue acque non bagnino più la Palestina.

E allargare la visione al resto del pianeta non servirà a farvi vedere quanto si muore per fame o dissenteria in Africa, no, perché il terzo mondo non esiste, non è mai esistito. Non dal colonialismo europeo in poi. Lì non esiste, una devastante emergenza sanitaria. In quelle povere terre non esiste la febbre dengue o la malaria o il virus Ebola o il virus Zika. No, nulla di tutto questo è vero. E gli unici paesi, quelli del nord del continente, che fino all’alba di questo millennio mantenevano una sorta di stabilità politica nel Mar Mediterraneo, ora non è vero che sono in balia di bande di barbari posti lì solo per destabilizzare l’ordine.

Il sud-america non è stato mai vessato da quell’oscena visione di nazioni staellite degli Stati Uniti voluta da Henry Kissinger per cui ci sono state violentissime dittature che hanno portato il continente a essere depredato. Non esiste il fiume umano che da anni parte dal Venezuela e si dirige verso nord sperando nelle briciole dei propri carnefici.

In Asia la Cina non impone la propria violenza al Tibet costriggendo i monaci buddisti alla reazione armata, no. Non minaccia costantemente l’isola di Taiwan, non si prepara ad affogare definitivamente Honk-Kong nel sangue.

Putin ed Erdogan non minano mai la pace di quella parte del pianeta che va dalla Crimea all’Egeo.

Non esiste più una reale emergenza climatitica, la natura non sta per essere messa in condizione di non sostenerci e non nutrirci. Non esiste nemmeno una crisi economica globale che ci spinge inevitabilmente verso la voragine, no.

Ora c’è il COVID-19 e grazie a lui piangiamo i nostri morti, perché esiste solo questo. È il nostro paraocchi istituzionale ed è perfetto, noi lo vogliamo con tutta la nostra forza.

Grazie al COVID-19 tutto il resto non esiste. Non esiste più.

Ogni momento

Ogni momento avrei potuto dirti
“proprio ora te ne vai”
perché tutti i tuoi anni
non mi bastavano
Pretendevo più tempo dalla tua voce
desideravo ancora le tue risate
i tuoi occhi umidi di fronte
a una fotografia
Volevo farti felice ancora una volta
e forse l’ho fatto
e vederti guardarmi
allegro e pieno d’amore
attraverso la tavola imbandita
Da adesso aspetterò per sempre
il tuo pensiero a riempirmi il bicchiere
mentre sono a pranzo
con gente che non sa ridere
come ridevi tu
Ogni volta che suona il cellulare
penserò al tuo cercarmi
quando non riuscivi ad aprire un file
Mi manchi
anche perché sapevi cos’era il dolore
e per questo mi insegnavi la dignità
e l’onestà
Nel mio cuore scorre il tuo sangue
Nei ricordi la tua nostalgia
Nella promessa la tua forza
Da oggi
nel tuo mare
che non esiste più
sentirò la tua voce.

Sei andato via
ti sei portato via
la mia solitudine

Ovviology torna ( a volte )

L’ ‘informazione’, quella dataci dalle autorità ‘competenti’, è un continuo ossessionarci con l’idea che siamo costantemente minacciati dal ‘pericolo’ di turno.

Non esiste un singolo momento in cui un qualche telegiornale o un quotidiano non lanci più allarmi di qualche tipo. Lo stesso riportare notizie sottolineando la ‘minaccia’ rappresentata dall’ ‘altro’ è una moda deviata di chi ha interesse affinché noi ci si senta sempre sotto mira.

Il nostro dovere è riappropiarci della serenità di fondo necessaria per distinguere la minaccia reale e da quella fittizia.

Da qui l’ultimo Ovviology.

https://ovviology.wordpress.com/2019/06/27/263/

Capponi

Only for your benefit

Non si è mai pronti al dolore. Si passano giornate leggere come ricordi lontani e improvviso arriva il tuffo in costernazioni senza possibilità di appiglio. Si piange, si parla, ci si sfoga ma i pensieri travolgono ogni buon senso, ogni ottimismo e tutto ruota attorno al pozzo gravitazionale che si è creato dove prima c’era il cuore.
È vorace e ingoia tutto, cannibalizzandosi e alimentandosi. La realtà si piega su se stessa e non sembra esserci via d’uscita. L’universo di cui si è composti diventa sempre più compatto e piccolo. I colori, i suoni, la materia si trasformano in assenze e ciò per cui vale la pena vivere improvvisamente non ha più sostanza. Non è più di alcun aiuto.

Aprire gli occhi è inutile.

Guardare chi si ama è inutile.

Cercare la via del ritorno a casa è inutile.

Si può solo rimanere lì e attendere che la vita ricominci a pulsare. Allora le carezze, le parole, gli sguardi carichi di benevolenza ritornano ad avere quel rilievo che è nutrimento di ogni singolo istante della propria vita. Perché è il dolore placarsi e a permettere che il tuo universo si allarghi nuovamente all’infinito.

… e lui, il dolore, è il nocciolo dormiente di tutto ciò che è vita e a noi non rimane altro che godere del suo sonno.

Dalla finestra

Sono viandante. A volte posso essere marinaio, più di rado ho ali e volo libero oltre questa finestra in sogni meravigliosi, dove la pochezza d’umanità che regna nelle folle non ha spazi.

… e da par mio non gliene voglio concedere. Non mi interessa partecipare a socialità così meschine. Non voglio perché mi feriscono profondamente e scatenano in me solo rabbia e frustrazione. È una psicogangrena pandemica il cui andidoto è semplicemente ignorarla.

… e io la ignorerò.

Mi dedicherò alla ricostruzione storica del monumentale lavoro editoriale sognato e realizzato da Ennio [1], alla lettura dei sogni mistici del Conte Nebbia e alle sue parole che gettano luce su un cinema non di massa e dedito alle ‘visioni’ [2], alle intense vibrazioni datemi dalle interpretazioni di Cristiana [3] e Alessandro [4], alle perizie tecniche di Samanta [5] e Liviana [6], ai terribili incubi narrativi di Deborah [7], alle musiche coinvolgenti di Guido [8], Alessia [9], Pepe [10], Dimitri [11], Gioia [12], Silvio [13], e Valeria [14], agli accessori cangianti di Giorgio [15], alla coscienza civile delle traduzioni di Tiziana [16], alle carezze delicate delle fantasie fiabesche di Mariapia [17], all’amore per l’Arte e per il restauro di Rita [18], alle manipolazioni di materia di Daniela [19] e Andrea [20], alle full immersion musicali di Fabio [21] e David [22]…

… e, ovviamente alle ‘Propriounbelsocialnetwork Production © & ®’ [23].

A loro dirò per sempre grazie, perché grazie a loro posso volare, libero dall’incubo dell’analfabetismo funzionale, un cancro non che riguarda mai né me né la mia sfera amicale.

Ennio Pittureri [1]
Cristiana Raggi [2]
Alessandro Tampieri [3]
Samantha Casella [4]
Liviana Davì [5]
Deborah Gambetta [6]
Guido Facchini [7]
Alessia Obino [8]
Andrea Bruni [9]
Pepe Medri [10]
Dimitri Sillato [11]
Gioia Gurioli [12]
Silvio Zalambani [13]
Valeria Sturba [14]
Giorgio Barera [15]
Tiziana Cavasino [16]
Mariapia Gambino [17]
Rita De Leonibus [18]
Daniela Romagnoli [19]
Andrea Salvatori [20]
Fabio Cocchi [21]
Pietro David Caramia [22]
Propriounbelsocialnetwork Production © & ® [23]

Studiare, studiare, studiare.

Per vincere questo stato indecente di decrescita culturale che sta vivendo l’Italia, dove prosperano i ‘click’ e le post-verità imperversano alterando la percezione, l’unica soluzione è, secondo Edoardo Fleischner, docente di scrittura crossmediale e di Comunicazione digitale,
studiare, studiare, studiare.
Studiare fino all’ultimo dei nostri giorni.
I nostri insegnanti, chiunque essi siano, devono mostrarsi decisi ma umili e devono insegnarci a essere decisi e umili.
Ci devono insegnare e far apprezzare la maièutica.

Già lo amo.

Maièutica s. f. ([dal gr. μαιευτική(τέχνη), propr. «(arte) ostetrica», «ostetricia», der. di μαῖα «mamma, levatrice»]. – Termine con cui viene generalm. designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma.